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Ho percorso l’ultima volta la Cresta del Soldato in condizioni pressoché invernali, nonostante fosse il primo di agosto: i nevai erano ancora molto estesi e, per giunta, una copiosa nevicata aveva coperto abbondantemente il terreno, costringendoci a tenere i ramponi ai piedi dall’inizio alla fine. A tratti, durante l’ascensione, ci siamo trovati a tracciare su neve precaria che arrivava fino al ginocchio; siamo stati costretti a fare molti tiri su roccia, perché uno strato di neve-ghiaccio rendeva i passaggi infidi..
A ripetere itinerari come questo sul Rosa, oltretutto in condizioni non ottimali, pare di fare un balzo indietro nel tempo, all’epoca dei pionieri che li scoprirono, quando più che la soddisfazione del gesto si cercavano la conquista della vetta e, come si diceva allora, la «lotta coll’alpe». Ci si lanciava in imprese ardite con lo spirito dell’avventura e della sfida, senza curarsi della fatica, dei lunghi avvicinamenti, dei disagi legati all’alta quota, all’inospitalità dell’ambiente. Oggi la stagione “eroica” può dirsi conclusa. Nondimeno, le caratteristiche degli itinerari sono rimaste immutate, e ciò fa del Monte Rosa, in tempi in cui anche in montagna si va in cerca del massimo divertimento con il minimo disagio, un paradiso per alpinisti “romantici”, per chi aspira ad un contatto con la natura davvero selvaggia, con i grandi panorami, con le ruvidità del clima alpino di alta quota: insomma, per chi nell’animo si sente ancora – o si vuole scoprire – un “montagnard”, più che un “grimpeur”.
Punto di partenza: Stazione a monte della Funivia del Passo Salati (m. 2936) Dislivello: m. 714, fino all’attacco; m. 396, dall’attacco alla vetta. Difficoltà : PD+/AD-, secondo le condizioni, con pass. su roccia fino al III (un pass., evitabile) Tempo: ore 2.15 fino all’attacco; ore 3-4 dall’attacco alla vetta. Discesa: lungo la via normale, per il Ghiacciaio d’Indren Materiale: corda (sufficienti 30-40 m.), piccozza, ramponi, anelli di cordino, una vite da ghiaccio. Bibliografia: G. Buscaini, Monte Rosa, Milano, CAI-TCI, 1991, p. 376
Note: Ascensione classica di ambiente, con vedute mozzafiato sull’aspro versante SE del Monte Rosa. Il percorso della cresta è, nel complesso, non difficile, ma certo demode come del resto molti altri itinerari classici alle cime del Rosa. Gli ingredienti sono: grande dislivello, percorso misto, roccia non sempre solidissima. In compenso, si vive una grande giornata in alta quota, di alpinismo completo, in ambiente magnifico.
L’itinerario rimonta il marcato crestone roccioso che scende direttamente dalla piccola elevazione costituente la P.ta Giordani a chiudere a SO il bacino valsesiano del Rosa. Si può proseguire l’ascensione fino in vetta alla Piramide Vincent (m. 4215; PD+/AD-), concatenando così due quattromila, e rientrare per il Ghiacciaio del Lys ed il Rif. Gnifetti. Qui si descrive solo il percorso fino alla P.ta Giordani. La chiusura, già da qualche anno, della funivia di Punta Indren (m. 3260) costringe oggi chi parta da Alagna per salire la Cresta del Soldato a sobbarcarsi circa 400 metri di dislivello (un’ora circa) in più rispetto al passato: si consiglia, perciò, se si vuole godere della ascensione senza l’assillo degli orari di chiusura della funivia, di salire con una delle ultime corse e di pernottare al Col d’Olen (m. 2881; Rif. Vigevano-Rif. Guglielmina).
Descrizione dell’itinerario: Dal Rif. Vigevano (m. 2864), o dal vicino Rif. Guglielmina, si segue il sentiero segnalato per la Cap. Gnifetti, che aggira alla base il Corno del Camoscio e conduce al Passo dei Salati (m. 2936; ore 0.15). Si prosegue per lo stesso sentiero, attrezzato in alcuni punti con corde fisse, aggirando lo Stolemberg e abbassandosi al Colle superiore delle Pisse (m. 3112). Si segue, poi, grosso modo sul filo, il percorso della bastionata rocciosa che precipita, a dx, nel Vallone delle Pisse, e si raggiunge, dopo un tratto più erto, sempre per sentiero segnalato, la vecchia stazione della funivia di P.ta Indren (m. 3260; 1 ora). Ci si affaccia sulla rampa di accesso al Ghiacciaio di Bors (N). Da qui è visibile tutto l’itinerario di salita e, se si è fortunati con le condizioni metereologiche, si potrà godere della vista della Cresta del Soldato indorata dai primi raggi del sole. Si scende lungo la rampa e si comincia a rimontare il Ghiacciaio di Bors tenendosi sulla sx (pietrame) e puntando in direzione della fascia rocciosa che lo chiude a N sostenendo la porzione superiore del Ghiacciaio d’Indren. Si punta quindi decisamente a dx, costeggiando a distanza (caduta pietre e ghiaccio) la suddetta fascia e guadagnando così la piccola sella al piede della cresta (m. 3650 ca.; 1 ora). Si rimonta ora la cresta, attraversando subito un nevaio ripido e poi zigzagando fra grossi blocchi e pietrame, talvolta guadagnando piccole spalle sul filo, talaltra spostandosi più verso sx, su terreno sconnesso (attenzione, camosci possono provocare caduta di pietre dall’alto!). A metà circa della cresta si incontrano alcuni bei passaggi su roccia solida di colore rossastro, che si superano per via logica (II+). Poco sotto la cima (sempre visibile, costituita da grossi blocchi) si incontra il tratto più impegnativo dell’ascensione, una gran placca di roccia solida che precipita sul Ghiacciaio delle Piode: la si supera sul filo di cresta (III, ch.), oppure la si aggira facilmente a sx, risalendo poi verso dx ad una piccola spalla sul filo. Un ulteriore, breve, risalto si supera ora direttamente (II+), uscendo sull’ultimo tratto di sfasciumi che conduce al piccolo blocco della vetta. Lo si risale sul filo o un po’ sulla sx, guadagnando così la cima (m. 4046; piccola statua della Vergine; ore 3-4 dalla base; ore 5.15-6.15 dal Col d’Olen). Si può eventualmente proseguire per la Piramide Vincent (PD+/AD-, ore 1-1.30), oppure scendere per il Ghiacciaio d’Indren, seguendo il tracciato della via normale (F+, crepacci) fino alla vecchia stazione della funivia. Di qui di nuovo al Passo dei Salati (ore 2.30).
Federico, l'alpinista romantico Descrizione immagini Foto 1: veduta del Monte Rosa dall'Alpe di Mera - in evidenza la Cresta del Soldato Foto 2: veduta della via da Sud Est, lungo il sentiero che porta all'Alpe Faller Foto 3: in primo piano il Corno del Camoscio, sullo sfondo la Cresta del Soldato * cliccare sulle immagini per ingrandirle
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bellissima ascensione.