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Scapini rossi e due etti di mocetta. PDF Stampa E-mail
Martedì 18 Novembre 2008 22:47

Ci siamo! Siete in partenza per un nuovo week end sportivo con il vostro lui. Meta di questa volta, la Valsesia: scenario ideale per una bella giornata all’insegna del rafting, patria del fuori pista, valle incorniciata da affascinanti falesie su cui arrampicare. Perfetto. Ma se a voi lo sport (tanto più extrem) piace al massimo guardarlo in TV nei pomeriggi piovosi, solo come valida alternativa a Domenica In e solo se proprio anche il noleggio DVD è chiuso?
Come sopravvivere allora senza mostrare i canini ogni volta che il tuo lui, tra una pista e l’altra, ti chiama per chiederti se ti stai divertendo? Perché naturalmente LUI è andato a sciare con gli amici, scusandosi con la solita frase “Oggi cara andiamo a fare piste troppo difficili per te”. Ah ma il giorno che sfreccerò come Deborah Compagnoni…


La risposta che verrebbe immediatamente a mio marito è ”fai un pò di shopping estremo”. In effetti, in ogni detto o leggenda c’è sempre un fondo di verità e in questo caso la verità è che a noi donne comprare fa bene allo spirito. E perché vergognarsene?
Allora anche la provinciale per la Valsesia si può trasformare in una “Via Monte Napoleone” in cui dare libero sfogo al portafoglio. Vi sembra impossibile? Ora vedrete.
Direi prima di tutto di partire dall’abbigliamento: in montagna, più che altrove, avere l’abbigliamento adeguato non è solo uno sfizio ma una vera necessità. Per quanto mi riguarda presentarsi con l’abbigliamento sbagliato mette proprio a disagio, soprattutto fra gente che non si conosce: si sa, noi donne, quanto siamo brave a fare la radiografia immediata di un’altra donna. Ma in questo caso una bella decolté leopardata, oltre ad essere fuori luogo (sto chiaramente escludendo i turisti della domenica che per gita in Valsesia intendono lo struscio mano nella mano nell’unica via di Alagna per un intero pomeriggio), può significare una bella storta, piedi fradici e dita dei piedi congelati. Una tappa potrebbe quindi essere a Scopello, in prossimità della scalinata della chiesa, dove un negozietto stile retrò vi metterà subito in crisi nello scegliere tra un abbigliamento sportivo-senza-impegno (giusto per non sentirvi in competizione con la leopardata), un equipaggiamento più himalayano (chissà mai che il vostro lui non riesca a trascinarvi con sé in una delle sue passioni e voi non scopriate che non è poi tanto male. A me è successo!) oppure l’affascinante abbigliamento tradizionale (potrebbe scapparci anche un bel paio di pantaloni alla zuava per il vostro lui!)
Merita comunque una visita anche il piccolo centro di Varallo, dove troverete un paio di negozietti fashion da far concorrenza a Milano. L’acquisto sarebbe forse poco montanino, ma chissà mai che non troviate proprio quel paio di pantaloni che state cercando da un pò. Oltretutto il centro storico è stato da poco deliziosamente ristrutturato e l’atmosfera nei week end è vivace: la passeggiata quindi potrebbe risultarvi piacevole anche senza acquisti. Ma si sa che noi donne qualcosa di utile lo troviamo sempre!
Se si vuole essere un pò più in pace con la coscienza investendo nella cultura, sempre a Varallo c’è una piccola libreria, nella via principale, in cui potrete trovare libri sulla Valsesia ma non solo. Accanto ai classici libri fotografici – sempre belli da tenere in casa e da sfogliare ogni tanto, magari per distrarre dal pianto il vostro bambino – ci sono raccolte con oggetto la vita in valle nei secoli scorsi: squarci di quotidianità tanto affascinante per noi cittadini, quanto dura tuttavia per molti aspetti tuttora attuali in alcune valli sperdute della zona.
Rimanendo in tema di tradizione walser, un acquisto che non potete farvi sfuggire, appassionate o no di montagna, sono gli scapini, tradizionale calzatura di panno realizzata completamente a mano, utilizzabile come calda ciabatta anche nei nostri inverni cittadini. Sarebbero un’ottima idea regalo se non fosse per la sua particolarità: non puoi entrare e pretendere un determinato colore. Il colore non è quello di moda quest’anno, ma quello che ha scelto la vecchina che le ha confezionate. Anche il numero è, passatemi il termine, approssimativo. Ma il bello è proprio questo: frugare in queste ceste piene di scapini colorati e trovare il paio che preferite. Il nero è il grande classico, ma rossi sono molto chic. Verde scuro ideali per lui. Vietato paragonarle alle ciabatte della nonna, anzi abbinandoli ad una minigonna stile plaid possono risultare addirittura sexy!
Allora approfittiamone, una volta che riusciremmo a farli contenti senza la tortura di scarpe a punta con tacco 10. Dove acquistarli? Sempre a Varallo, poche decine di metri dalla libreria precedente, c’è un negozio che li vende accanto alle decolté leopardate; ma per fare un acquisto davvero all’insegna della tradizione, meglio il calzolaio ad Alagna, a pochi passi dalla chiesa. Nel periodo natalizio, con l’apertura della stagione turistica invernale, è più facile trovare un assortimento maggiore, insomma.. buona fortuna! Dimenticavo di dirvi che gli scapini non sono una prerogativa femminile, sono calzature adatte anche per l’uomo, anzi sono una validissima alternativa alle geriatriche Defonseca per intenderci. Un pò come passare dalle calze di spugna bianche ai fantasmini, ci siamo capite.
Come in ogni località montana che si rispetti, anche l’artigianato in legno merita un’occhiata. Il consiglio è di fermarvi dall’artigiano di Campertogno. Impossibile non notarlo: sul ciglio della strada sono esposti piccoli oggetti di pochi centimetri ma anche sculture alte più di un metro. Ritagliatevi dieci minuti di tempo ed immergetevi nel labirinto del suo laboratorio e sugli scaffali troverete grolle, taglieri, gerle, piatti, statuette, vasi, ovvero dituttodipiù. Un acquisto ci scappa di sicuro, anche da parte delle più strenue sostenitrici del design moderno, fosse solo per un set di mestoli o un bel tagliere.
E per finire, quando LUI sta per terminare la giornata sciistica con gli amici e il portafoglio presenta ancora una piccola riserva, come non acquistare qualche specialità gastronomica locale? Qui la tappa d’obbligo è sempre a Campertogno una piccola salumeria accanto al ponte sul Sesia. Il profumo di salumi e di toma nostrana è fenomenale. Fatevi tagliare un paio d’etti di mocetta valsesiana e servitela semplicemente con dell’olio di oliva: non credo che abbia effetti afrodisiaci, ma il vostro lui ricambierà.
Tutto questo shopping è faticoso, le calorie si bruciano anche solo per scegliere il colore degli scapini, dunque come dire no ad una buona merenda per chiudere in dolcezza la giornata? Consigliata a pieni voti la Pasticceria Mirella ad Alagna, dove la pasta frolla non ha eguali! Da portare a casa anche le specialità “oggetti di cioccolato”. Qui, sedute davanti ad una tazza fumante di tè e alla sempre presente tortina alla marmellata di mirtilli, sbirciando in tutti i pacchetti che avete preso, potrete attendere dolcemente (termine più che mai azzeccato) l’arrivo del vostro lui dalle piste, già che il locale è a pochi passi dal rientro.
Facciamo quattro calcoli su questa giornata di shopping e scopriamo che il risultato non è poi così male per una valle selvaggia e poco mondana come la Valsesia. Ma se qualche rimorso di coscienza vi attanaglia, non fosse solo per il portafoglio ma almeno per la linea, la prossima volta potreste farvi coinvolgere dal vostro lui in una delle sue passioni sportive e il week end sarà sicuramente più salutare (anche per il portafoglio) e potrete scoprire le meraviglie più naturalistiche di questa valle.

Lycia, la donna camminatrice
 

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