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Lo spagnoleggiante segnavia n°8 PDF Stampa E-mail
Martedì 18 Novembre 2008 22:47

Corno Mud (2802 m s.l.m.)

Interesse: panoramico
Dislivello: circa 1550 m
Difficoltà: E per la via normale, F per la variante dei Sassi Bianchi
Durata: 4h

Escursione tecnicamente non impegnativa ma lunga, che ripaga chi resiste fino in cima con una stupenda vista sul Monte Rosa e sulla incombente parete Nord del Tagliaferro; il ripido sentiero è segnalato con vernice o ometti di pietra fino alla vetta, e dopo lunghi tratti erbosi raggiunge la cima su pietrame.


La gita ha inizio alla frazione Ronco di Alagna Valsesia (VC), alla quale potete giungere in auto percorrendo la strada che da Alagna sale alla frazione di Pedemonte: se siete pigri guidate sino quasi a sbattere contro un grosso masso, vicino al quale potete parcheggiare (più sopra non si può proprio) magari vicino all’auto del mitico Giuseppe dell’Alpe Sattal, uno degli ultimi “eremiti” delle nostre Alpi. (foto 1: Corno Mud imbiancato dalle prime nevi).

Il sentiero inizia a sinistra del masso (segnalazioni per il rifugio Ferioli), e per qualche decina di metri si mantiene alla destra del torrente Mud, per poi attraversarlo su passerella seguendo lo spagnoleggiante segnavia n. 8 del CAI Varallo; ad Agosto 2007 questo ponte non era praticabile in quanto distrutto dal passaggio di un gregge (come annunciato a Borgosesia dalla famosa statua di fronte a Homo Faber, le pecore valsesiane sono sacre).

Attraversato il torrente, si inizia a risalire il bosco per poi uscire all’aperto in corrispondenza delle baite diroccate dell’Alpe Mud di sotto (1887) e passare dall’Alpe Mud di Sopra e dalla sua fontana; lungo questo tratto, si aprono bei panorami sul Corno Bianco, sul gruppo Torru-Foric-Straling e sui Corni di Stofful: se qualcuno volesse tentare l’inviolata parete Est del Torru, vedendo la montagna da qui probabilmente ripiegherà su un gelato a Varallo (meglio se al puffo...).

La pendenza si attenua e il buon sentiero prosegue verso la testata Stazione meteo Rifugio Feriolidel vallone di Mud, passa dall’Alpe Venghi e raggiunge un dosso con bivio: a destra si prosegue verso l’evidente bocchetta del Colle Mud, a sinistra si sale al visibile Rifugio Ferioli del Cai di Olgiate Olona (VA); se volete farvi una polenta potete comunque raggiungere il colle anche da qui, tanto il sentiero è praticamente in piano e quindi magari non smaltite ma almeno non vi serve una gru per essere portati alla bocchetta. (foto 2: l'estrosa stazione meteo).
Proseguendo dal Colle lungo il sentiero segnalato si divalla a Rima, mentre per raggiungere la nostra meta è necessario salire direttamente a sinistra (N) sul ripido pendio erboso: non esistono segnavia, ma perdersi è praticamente impossibile (a meno di nebbia) perché basta rimanere sempre sulla dorsale e aiutarsi con gli ometti di pietra.

Nell’ultimo tratto la pendenza cresce e, aggirati alcuni risalti rocciosi, per sfasciumi e camosci si raggiunge la vetta: dopo aver scattato la foto all’immancabile croce di vetta, godetevi la vista sul versante valsesiano del Monte Rosa, sulla dorsale Tiglio-Trasinera, sul gruppo Corno di Faller-Corno Piglimò e sulla cresta N del Tagliaferro.

Se proprio non volete rinunciare alla possibilità di disegnare anche solo mezzo anello, dalla cima potete percorrere l’evidente crestone Ovest (cresta dei sassi bianchi”, foto 3) fino alla quota di circa 2000 m e da lì scendere all’Alpe Mud di Mezzo, oppure fermarsi a circa 2600 m presso il mitico “belvedere” (raggiungibile anche dal rifugio Ferioli in circa 30 minuti su percorso ben segnalato): dal belvedere, bella visuale sul Monte Rosa, sul Tagliaferro e sui panoramici dossi dell’Alpe Campo e dell’Alpe Sattal.

La cresta dei Sassi Bianchi è comunque un percorso di carattere Corno Mud - Cresta dei Sassi Bianchiquasi alpinistico (difficoltà F), che si svolge su erba e rocce e presenta alcuni passaggi esposti: è quindi riservato ad escursionisti esperti ed è assolutamente sconsigliabile a chi soffre di vertigini e a chiunque in presenza di terreno scivoloso (il maltempo sul Tagliaferro è un evento piuttosto frequente).

Stagione invernale - Scialpinismo:

L’ascensione al Corno Mud in presenza di neve deve essere attentamente valutata, nonostante il percorso sopra il Colle avvenga lungo una cresta, in quanto il sottostante vallone di Mud è particolarmente valangoso e non si presti particolarmente all’escursionismo invernale: gita solo per “collezionisti”!

Il Corno Mud è anche raggiungibile (difficoltà BSA, necessari piccozza e ramponi) da un percorso scialpinistico impegnativo e poco conosciuto, che percorre la via estiva semi-alpinistica (F) che dall’Alpe Faller attraversa il vallone dell’Acqua Bianca e, portatasi sul lato opposto della valle all’Alpe Jazza, risale fino alla vetta su pietrame e roccette.

Sergio, l'escursionista creativo
 

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