Intorno all’anno Mille un esiguo gruppo di Alemanni, gente di origine germanica provenienti da nord, valicarono le Alpi e giunsero nella vallata superiore del Goms e si stabilirono in alcune comunità sul versante meridionale. Non sappiamo cosa spinse questo popolo di pastori, allevatori di bestiame e montanari ad abbandonare, poco tempo dopo, l’Alto Vallese per insediarsi in altre valli; probabilmente le ristrettezze economiche e l’eccessiva concentrazione di popolazione. Ecco che i “Walliser” divennero “Walser”. Nel 12° e 13° secolo il clima relativamente mite favorì le migrazioni. I loro sentieri portavano a Nord nell`Oberland bernese e ad ovest nel Chablais francese, ma soprattutto a Sud negli alpeggi italiani più elevati: nel Pomatt e nelle valli meridionali del Monte Rosa come Gressoney, Alagna, Rimella e Macugnaga, Rima e Ornavasso. Questo popolo si contraddistinse per la loro forte connotazione culturale, per le radicate tradizioni e per i tratti somatici. | |
| | I Walser furono popolazioni contadine “specializzate” a vivere in montagna intorno ai 1200 metri di altitudine durante tutto l’anno. I contadini dovettero effettuare un’imponente opera di bonificazione e dissodazione del territorio per renderlo coltivabile, ma le difficili condizioni ambientali li costrinsero ad integrare sempre più l’attività rurale con quella pastorizia che consentiva loro di commerciare con le popolazioni più vicine, offrendo capi di bestiame e svariati prodotti ottenuti dalla lavorazione del latte. I Walser furono inoltre portatori di una cultura del legno molto avanzata e raffinata, testimoniata dall’architettura delle case, granai, stalle e fienili dove il legno è utilizzato con preponderanza e dai numerosi suppellettili ritrovati. Degna di attenzione è appunto l’architettura delle abitazioni, in cui la struttura del nucleo abitativo è completamente modificata rispetto alla tradizione vallesana: infatti le condizioni ambientali costrinsero la gente a costruire solide abitazioni con locali non molto ampi, adatte al difficile ambiente dell’alta montagna. La casa è ideata in modo da ospitare sotto lo stesso tetto le tre funzioni principali: la stalla, l’abitazione e il fienile granaio (o loggiato che circonda l’edificio sui tre lati e d’estate veniva utilizzato per l’essicazione del fieno); centro della vita invernale era la “Stube” (salotto), il locale principale dove troneggiava la stufa alimentata nel locale attiguo e serviva per riscaldarsi e per cuocere i cibi. | |  | | A Pedemonte, frazione gioiello a pochi minuti da Alagna, troviamo il Walser Museum. Inaugurato nel 1976 e allestito in una casa Walser mantenuta allo stato originale datata al 1628, si possono ammirare antichi attrezzi agricoli, utensili di uso familiare, arredi, telai per la tessitura, abbigliamento e quanto altro utilizzato nella vita quotidiana, attraverso i quali si può risalire alla situazione socio-economica di tale popolazione. Ci permettiamo di aggiungere che, per respirare quell’atmosfera rurale degli antichi Walser, è “vietato” non visitare questo museo! | |  |
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